Anagni, Radicina inquina: primi sequestri

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(da
 La Provincia Quotidiano)

Radicina, la Forestale sequestra i terreni inquinati dal percolato. Ieri mattina l’Isp. Fabio Castellucci, assieme ai suoi collaboratori, ha proceduto al sequestro dei terreni sui quali finisce il liquame proveniente dalla ex discarica Radicina. Nel novembre scorso i Ranger anagnini chiesero ad Arpa Lazio le analisi dei liquami, e finalmente sono arrivati i risultati di laboratorio, dal triste esito: positivo.
Cronistoria: nell’anno 1996, c’era nel Lazio l’emergenza rifiuti. L’immondizia non poteva essere trasportata fuori regione, ma nel Lazio scarseggiavano i siti atti a riceverla. La discarica Casermette era pressoché esaurita, e il Comune di Anagni decise di approntarne una provvisoria. Il 4 aprile 1996 al periodico “gare ed appalti” venne inviata la documentazione di gara per la realizzazione di una discarica provvisoria. La gara non venne mai esperita, e il 25 luglio 1996, con delibera di giunta 707, l’amministrazione affidò a trattativa privata i lavori ad un’impresa locale, col ribasso del 10% (per un bacino analogo attiguo, altra impresa aveva effettuato ribasso del 75%!). I lavori vennero iniziati tra polemiche ed episodi vari, e nella primavera successiva, con l’impianto ancora da ultimare e collaudare, il presidente Badaloni decise di trasferirvi i rifiuti dell’intera provincia di Frosinone. L’ordinanza n. 28 dell’11 marzo 1997 (art. 13 decreto Ronchi), prevedeva il deposito a Radicina dei sovvalli provenienti da Colfelice, dove si stava per realizzare una discarica a servizio dell’impianto medesimo. Iniziò l’inferno: giorno e notte decine e centinaia di camion trasportavano e scaricavano balle che, definiti “sovvalli” quindi privi di materiali pericolosi organici ed altro, contenevano quelli che alcuni denunciarono subito come rifiuti. Nottetempo, uno strano traffico veicolare dimostrava l’utilizzo della discarica quale ricettacolo di tutto e di peggio. L’11 luglio 97 il comune di Ferentino (vice sindaco Fabio Magliocchetti) richiedeva interventi al sistema di drenaggio e di captazione del percolato, denunciando esalazioni nauseabonde. Il 31 luglio 97 un consigliere comunale di maggioranza denunciava al sindaco il deposito di rifiuti e non di sovvalli. Il 12 agosto 97 con ordinanza 118 il sindaco sospendeva il conferimento dei “sovvalli” per esaurimento delle due vasche. Il 13 agosto scoppia un incendio a Colfelice, e con ordinanza 119 dello stesso giorno, il sindaco ordina il deposito dei rifiuti presso la ex discarica Casermette, che appena una settimana prima esperti avevano ispezionato dichiarando la presenza “inusitata in impianti RSU” di esalazioni di acidi a base zolfo. Il 2 settembre, altre segnalazioni denunciavano il conferimento di rifiuti da Colfelice a Radicina. Il 20 settembre 97 con ordinanza sindacale 156, veniva ripreso il conferimento dei sovvalli. Il 3 12 97 a seguito della verifica da parte dell’Asl “l’eccessivo accumulo dei rifiuti ha reso inagibile la vasca di accumulo del percolato…”, con ordinanza sindacale 216 veniva sospeso il conferimento dei sovvalli. Il 5 dicembre 97 il Consorzio garantiva l’esecuzione dei necessari interventi di bonifica. Il 9 dicembre 97 con ordinanza sindacale 221 veniva ripresa l’attività di conferimento. Con nota datata 6 aprile 1998, tutti i dipendenti di BW Italia denunciavano esalazioni pestifere, provenienti da Casermette e Radicina. Il 9 aprile 98, il sindaco veniva informato da un consigliere comunale della fuoriuscita di liquami e percolato dal deposito di Radicina.
Nell’aprile del 2011 i CC del Cap. Airoldi sequestrarono Radicina denunciando i responsabili; ed oggi un epilogo, terribile ma di buon auspicio.

[fonte: http://frosinone.laprovinciaquotidiano.it/anagni-radicina-inquina-primi-sequestri/]

Qui potete trovare un VIDEO della “collina della vergogna”: http://www.tg24.info/anagni/anagni-la-forestale-sequestra-i-campi-avvelenati-dal-percolato-di-radicina-4/

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