Anagni: un ipermercato con tetto in eternit a pochi metri da case e scuole?

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Articolo di Erika Tomasicchio
tratto da http://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/2014/03/27/anagni-un-ipermercato-con-tetto-in-eternit-a-pochi-metri-da-case-e-scuole/

Diversi lettori dalla cittadina Ciociara hanno scritto a SegnalAmianto per denunciare una copertura con le tipiche ondine, piuttosto rovinata. Il tetto, ampio decine di metri quadrati, ricopre un Carrefour e tre negozi

Un grande ipermercato, frequentato ogni giorno da centinaia di clienti e ricoperto da un tetto ondulato che in alcuni punti appare corroso, con frammenti che tendono a staccarsi. Tra le tante denunce che ogni settimana giungono a segnalamianto@gmail.com, una ha attirato in particolare la nostra attenzione: sia perché ci è stata segnalata da diversi lettori e poi perché la struttura è in pieno centro abitato, a 200 metri da asili e scuole elementari. Si tratta di un capannone industriale che sorge ad Anagni, provincia di Frosinone, in via Casilina/strada provinciale San Francesco (rione Osteria della Fontana).

 

Un caso noto in città. Chi abita in zona sa della sua esistenza da tempo. Racconta un lettore: “La tettoia, grande decine di metri quadrati, è lì almeno dalla fine degli anni ’60. Al di sotto della copertura ci sono quattro capannoni uniti in un unico edificio. Per anni è stato adibito solo a deposito di materiali per l’edilizia e in seguito ha ospitato anche una serie di supermercati: prima il francese Intermarché, poi la Gs. Attualmente nei locali trovano spazio l’ipermercato Carrefour, il solito magazzino di materiali per l’edilizia, ceramiche e piastrelle – che oggi appare ridimensionato – un negozio di scarpe e una boutique”.

 

Si tratta, dunque, di uno stabile tutt’altro che abbandonato, in una zona molto popolata: a due passi ci sono case e scuole, decine di persone lavorano al suo interno e ogni giorno si assiste a un continuo viavai di clienti. Il tetto – come dimostrano le immagini – appare sbriciolato e a prima vista il materiale di cui è composto sembrerebbe proprio simile all’eternit. “La vicenda ad Anagni è ormai nota – proseguono i lettori – le cronache locali degli ultimi anni riportano il caso. Inoltre il comitato di quartiere ‘Osteria della Fontana’, periodicamente prova a sensibilizzare le istituzioni sul tema, senza esito”.


Il silenzio del Comune.
 Secondo quanto riferiscono i cittadini, la questione è stata sottoposta all’attenzione dell’ex sindaco, il medico Carlo Noto, e del comandante dei Vigili urbani Domenico Parretta, lo scorso novembre proprio nel corso di una riunione del Comitato. Ma finora nulla si è mosso – a dire dei lettori – né l’Asl ha svolto accertamenti. Probabilmente la vicenda è finita in secondo piano anche a causa del passaggio di consegne in Comune: Carlo Noto, eletto a giugno 2009 in quota Pdl, si è recentemente dimesso. Ora la città dei Papi – in vista delle amministrative di maggio – è stata commissariata e dal 2 dicembre 2013 è guidata da Ernesto Raio, viceprefetto di Frosinone, che aveva ricoperto lo stesso ruolo ad Anagni da aprile 2008 a maggio 2009. Per saperne di più proviamo dunque a rivolgerci al Comune.

 

Cerchiamo di parlare con il Commissario straordinario tramite la sua segreteria, ma è piuttosto difficile rintracciarlo in un minuto libero. Tentiamo allora di contattarlo per iscritto tramite e-mail, esponendogli la questione, ma il nostro appello resta senza risposta. Dopo diverse chiamate a vuoto, la segreteria ci indirizza verso l’Ufficio tecnico/Ambiente del Comune, l’unico competente a rispondere sull’argomento: “In certi casi funziona così: è il proprietario dell’immobile che deve disporre un’ispezione per verificare che il tetto sia d’amianto – ci spiega un funzionario -. Se l’autorità competente (Asl) tramite la perizia prova la pericolosità e il conseguente rischio per la salute pubblica, allora al privato spetta rimuovere il tetto oppure in mancanza lo farà il Comune con oneri a suo carico. Ma senza perizia noi non possiamo far nulla: siamo meri esecutori e non c’è mai giunto ordine in tal senso”.

 

Chi ci lavora è all’oscuro. I cittadini ci hanno riferito di non aver mai chiesto spiegazioni al Carrefour. Anche se in realtà, i dipendenti dell’ipermercato sarebbero i più esposti agli eventuali rischi, se si trattasse davvero di fibrocemento. Proviamo dunque a interpellare il personale del magazzino per saperne di più: “Nessuno ci aveva mai allertati, né informati di nulla – si schermisce stupito il direttore del punto vendita Alessandro Quondam -. Lacompetenza in ogni caso non sarebbe nostra, ma del proprietario dello stabile, titolare di una delle attività presenti nel capannone”. Cerchiamo quindi di contattare il responsabile dell’azienda che ci è stata indicata dal Carrefour. Ma dall’altro capo del telefono – nonostante svariati tentativi – non risponde mai nessuno.

 

L’impegno della Asl. Non ci resta quindi che metterci in contatto con le autorità sanitarie. Il Comune di Anagni rientra nel distretto A di competenza dell’Asl di Frosinone. L’ufficio stampa dell’Asl ci suggerisce di rivolgerci a Giancarlo Pizzutelli, direttore del Dipartimento di prevenzione. “Stranamente non ci risulta alcun esposto su questa vicenda – chiarisce il dirigente dopo alcuni controlli -. Non sono arrivate denunce neanche ai responsabili di Medicina del lavoro e Igiene pubblica della sezione di Anagni dell’Asl, che sono competenti in merito”.

 

Dunque l’Asl non svolgeva controlli perché non sapeva. Però, rassicura Pizzutelli, non è il caso di allarmarsi: “Potrebbe non essere amianto libero, ma trattato con vernici speciali affinché non rilasci polveri, visto che il supermercato si è insediato lì da poco”. Il direttore ci saluta con una promessa: “Se ancora nulla è stato fatto, m’impegno a dar seguito alla vostra segnalazione, come farei se provenisse dai cittadini. Disporrò una perizia e manderò i colleghi a verificare”.


Ciociaria, terra di veleni.
 Di sicuro la promessa dell’Asl è una buona notizia per gli abitanti della zona, molto allarmati dalla presenza del manufatto: “Qui sono morti già in tanti di tumore”, sottolinea spaventato chi ci ha scritto. I contorni dell’accaduto si fanno ancora più foschi se si considera che tutto il territorio della Ciociaria (il circondario di Frosinone) è perennemente sconvolto dall’emergenza amianto e da allarmi ambientali collegati all’eternit. A gennaio dello scorso anno i carabinieri hanno sequestrato tre discariche abusive di asbesto, pneumatici e scarti di edilizia a Ferentino, vicino Anagni.

 

La località ospita anche l’ex cementificio Cemamit: ormai inattiva dal 1989, l’azienda che dagli anni ’60 agli anni ’80 ha prodotto amianto in polvere e manufatti in cemento-amianto per il settore edilizio, è un’altra discarica a cielo aperto di eternit, mai bonificata. I veleni, inoltre, arrivano persino dalle acque: nel fiume Sacco, dagli anni ’30 in poi sono stati sversati rifiuti chimici industriali che hanno finito per contaminare tutti i comuni della Valle, tra cui anche Anagni, inquinando i terreni, gli allevamenti e il cibo.

 

La strage silenziosa dell’asbesto. In base a un rapporto-denuncia di Legambiente (PDF) del 2012 il Lazio è una tra le zone d’Italia con il più alto tasso d’incidenza del mesotelioma pleurico: 402 casi certi dal 2001 al 2010. Un numero che potrebbe impennarsi fino al 2020, considerato che la malattia si manifesta a distanza di molto tempo dal momento in cui viene contratta.

 

In tutta la Regione, a vent’anni dalla messa al bando dell’eternit, sono presenti oltre 1 milione di tonnellate di materiali contenenti amianto tutt’ora in uso, negli ambienti di vita e di lavoro. Continuate a inviarci le segnalazioni dei manufatti che avvistate asegnalamianto@gmail.com, allegando una foto recente e precisando l’indirizzo esatto (con numero civico) a cui reperire la struttura. Con o senza firma.

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