Artena: La priorità deve essere la raccolta porta a porta. Appello per fermare il TMB

Artena 20-06-2014

di

Alessandro Coltré Presidente Unione Giovani Indipedenti

Anastasia Centofanti Segretario Unione Giovani Indipendenti

Mino Massimei Presidente Circolo Arci Montefortino 93

 

Dopo l’incendio della settimana scorsa, divampato all’interno della discarica di Colleferro, bisognerebbe porsi delle domande sull’attuale gestione dei rifiuti anche nel nostro comune poiché basato principalmente sul conferimento in quella discarica.

Discarica da anni destinata alla chiusura che continua a lavorare a forza di proroghe ma che ci ricorda, purtroppo con avvenimenti gravi come questo incendio, quanto sia inadeguato questo impianto e quanto sia insostenibile continuare ad utilizzarlo come sito di smaltimento dei rifiuti.

Una discarica che doveva essere chiusa

La discarica di Colle Fagiolara, gestita da Lazio Ambiente S.P.A.(ex Gaia) è al servizio di più di venti comuni della zona, è situata sulla via Palianense, dista circa 300 metri dalla scuola superiore I.P.I.A e si trova a circa 500 metri dal parco naturale “La Selva” e a 400 metri da un quartiere residenziale.

L’impianto, doveva esser chiuso nel 2011 ma continua ad esser utilizzato sopratutto per un motivo: è fonte di guadagno per il comune di Colleferro.

Corrisponde a 5 milioni di euro, difatti, il ristoro ambientale (previsto dalla legge Ronchi) per il comune che accoglie una discarica, perciò fino a questo momento l’amministrazione di Colleferro ha difeso, tutelato e privilegiato questo sistema di smaltimento dei rifiuti perché poco costoso e molto redditizio per le casse del comune anche se, questa cifra non viene sostanzialmente spesa per politiche ambientali.

Una delle domande che ci poniamo è: Cosa ci guadagna Artena con questa gestione dei rifiuti? Inoltre: Che benefici ottengono gli artenesi con questo sistema?

Una discarica come quella di Colleferro è una vera bomba ecologica che produce percolato, che emana gas pericolosi per la salute umana e fetori che gli studenti dell’IPIA e i residenti della zona sono costretti a respirare ogni giorno.

L’Unione Europea considera le discariche come soluzioni obsolete e molto nocive e nel 2007 la corte di giustizia Europea riconosceva il mancato rispetto delle direttive comunitarie in materia di discariche da parte dell’Italia.

LA BEFFA DELL’IMPIANTO TMB

La Regione Lazio nei pressi della discarica vuole costruire un impianto di trattamento dei rifiuti (TMB) ma sotto questa sigla il progetto contiene la realizzazione di un impianto di produzione di Combustibile di Inceneritori (CDR) e frazione organica stabilizzata (FOS) che confluirà nella discarica.

Impostato in questo modo, tale impianto manterrà in vita gli inceneritori e la discarica di Colleferro e non si otterrà alcuna svolta sostenibile.

Non ci stancheremo mai di citare i dati dello studio Eras (www.eraslazio.it) che segnalano un aumento di ricoveri del 79% per malattie respiratorie dopo l’attivazione degli inceneritori.

Ricordiamo inoltre che i dati epidemiologici sull’esposizione agli inceneritori non interessano solo Colleferro ma tutta la zona e in particolar modo Artena, Segni e Gavignano.

Da quasi un mese è attiva la campagna RIFIUTIAMOCI, promossa da cittadini ed associazioni della zona , che ha lo scopo di fermare questo ciclo dei rifiuti e pretende dalla Regione e dal Comune di Colleferro, la chiusura della discarica, degli inceneritori e il fermo dell’impianto TMB.

DI COSA HA BISOGNA ARTENA

La priorità per un comune come Artena deve essere il raggiungimento di un’alta percentuale di raccolta differenziata che si otterrà soltanto con l’avvio della raccolta porta a porta, affiancata da sistemi e politiche amministrative, volte alla riduzione della produzione dei rifiuti come:

l’utilizzo di compostiere cittadine e l’attivazione dell’albo dei compostatori, l’istallazione di contenitori per la raccolta dell’olio esausto, l’attuazione della tariffa puntuale, l’attuazione di riduzioni della tariffa per chi produce meno rifiuti, politiche locali che aiutino le aziende sostenibili e la promozione di iniziative capaci di mettere in pratica il famoso messaggio Riuso,Riduco Riciclo.

Artena può diventare un comune virtuoso se sceglie la strada della sostenibilità e se con un atto di responsabilità cittadino e amministrativo, si effettua un cambio di rotta della gestione dei rifiuti che lasci alle spalle il modello incentrato sull’utilizzo di discarica ed inceneritori.

APPELLO AL CONSIGLIO COMUNALE

Chiediamo infine al Sindaco, alla nuova giunta e al tutto il consiglio comunale di deliberare la contrarietà al progetto dell’impianto TMB perché non porterà alcun miglioramento nella gestione dei rifiuti ma consentirà soltanto di riattivare “l’economia della monnezza” che ingrossa le tasche dei gestori della discarica e degli inceneritori.

 

 

Discarica-Colle-Fagiolara-veduta-scuola

You may also like...