Continuarono così a riciclare felici e contenti! Una favola (non solo) per bambini

Una favola (non solo) per bambini

 Di Lorenzo Bianchi (UGI)

C’era una volta … -un re!- diranno subito i miei piccoli lettori.- No ragazzi avete sbagliato.

C’era una volta un paese in provincia di Belluno chiamato Ponte nelle Alpi. Gli abitanti di questo piccolo paese avevano sempre vissuto in armonia con la natura tra montagne, boschi, vallate e ruscelli ma il progresso, la modernità, che immancabilmente raggiungono qualsiasi angolo del globo, arrivarono anche a Ponte nelle Alpi. E con essi arrivarono anche gli svantaggi che si portano dietro. Per la prima volta, dopo millenni gli abitanti di quel paese si trovarono a fare qualcosa contro quella natura che avevano sempre amato e che aveva dato loro tutto ciò di cui avevano sempre avuto bisogno: iniziarono a produrre sempre più rifiuti! Intendiamoci, non è che lo facessero di proposito, semplicemente non potevano farne a meno: nei supermercati tutto ciò che acquistavano era imballato molto più del dovuto, molti di questi prodotti non permettevano di essere gettati nella giusta maniera perché pensati appositamente per non essere smaltiti facilmente e così via.. Così oltre che a fare del male alla natura, i rifiuti portavano i Pontalpini a spendere anche molti soldi! Un giorno, quando leggendo dei dati, videro che ognuno di loro produceva ogni anno circa 400 kg di rifiuti, decisero che non si poteva più andare avanti così, che bisognava invertire la rotta o sarebbero giunti ad un punto di non ritorno per loro e per il loro ambiente. Era il lontanissimo 2007 quando coloro che si sentivano più in dovere di fare qualcosa, gli amministratori eletti dai cittadini, iniziarono ad andare quartiere per quartiere, condominio per condominio, esercizio commerciale per esercizio commerciale ad annunciare la rivoluzione che sarebbe avvenuta di lì a pochissimo: la raccolta differenziata porta a porta!

Ben presto la forza di volontà si trasformò in entusiasmo, già da quando arrivarono i primi piccoli raccoglitori casa per casa al posto degli ingombranti cassoni stradali. In meno di un anno dimezzarono il quantitativo di rifiuti che portavano in discarica e l’abbassamento dei costi permise di raddoppiare il numero di lavoratori addetti alla raccolta senza gravare sulle tasche dei cittadini. Consapevoli che si poteva fare ancora di meglio, si impegnarono sempre più, sia amministratori che abitanti: chi decideva di effettuare compostaggio domestico pagava il 30% in meno di bolletta, le mamme che decidevano di utilizzare pannolini lavabili, rispetto a quelli usa e getta, per i loro bebè ricevevano incentivi sostanziosi, chi svuotava con minore frequenza il contenitore dell’indifferenziato riceveva sgravi in bolletta. Fu così che nel giro di sette anni un paese comune, come tanti altri, grazie alla forza di volontà degli amministratori e di tutta la cittadinanza, grazie al loro amore per la natura, e non ultimo, grazie alla loro capacità di guardare al futuro in maniera sostenibile, che Ponte nelle Alpi è il primo paese al mondo con il suo quasi 95% per raccolta differenziata. …e continuarono così a riciclare felici e contenti!

N.B.: Ogni riferimento a personaggi e luoghi esistenti e fatti realmente accaduti NON è affatto casuale! La “storia” appena raccontata non è nient’altro che la realtà con la quale noi tutti ci dobbiamo rapportare tutte le volte che pensiamo non ci sia alternativa al bruciare l’immondizia o seppellirla in discarica. Quando pensiamo che sia normale morire di tumore, se questo è il prezzo da pagare per non avere l’immondizia per strada. Quando ci nascondiamo dietro un dito riferendoci a fantomatici costi elevatissimi o difficoltà nell’attuazione di progetti in realtà elementari. Non cerchiamo la scusa che “quel comune conta solo 8500 abitanti”, perché seguendo il l’esempio di “quel comune”, a pochi chilometri più a sud in provincia di Treviso, c’è un area vasta che comprende quasi mezzo milione di abitanti, che supera l’80% di raccolta differenziata! Se non c’è la volontà da parte dei nostri ”amministratori” per chi sa quale motivo, che sia di tipo monetario, noncuranza, o più semplicemente menefreghismo, facciamo vedere che invece la volontà e l’interesse per la salute, per la natura e per il futuro, da parte dei cittadini C’E’! C’è un alternativa possibile a cui noi tutti dobbiamo ambire e che dobbiamo pretendere per noi e per i nostri figli, ORA!  

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