Domani i vincitori del “Premio Serena Ricci”

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L’appuntamento è per domani mattina, lunedì 28 aprile, ore 11.30 presso l’aula video del Liceo Scientifico G. Marconi di Colleferro, per conoscere i nomi dei vincitori del “Premio Serena Ricci” organizzato dall’Unione Giovani Indipendenti (U.G.I.) in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore di Via delle Scienze, e con il contributo della filiale locale della Banca di Credito Cooperativo di Roma (BCC Roma).

Quest’anno è la difesa dei beni comuni il tema su cui i ragazzi sono stati invitati a riflettere e a formulare i propri lavori che potevano andare dalla poesia al racconto, dall’articolo giornalistico al disegno, dalla fotografia al video. Il premio, giunto ormai alla sua terza edizione, è un’opportunità per i ragazzi di ricevere cinque borse di studio e ricordare, soprattutto, una grande persona e una grande insegnante.

Intanto noi vorremmo ricordarla così:
E’ difficile ricordare chi ci ha lasciato e tramandarne agli altri il ricordo, i valori che quel qualcuno ci ha consegnato negli anni vissuti assieme. 

E’ difficile essere pienamente lucidi e sinceri, senza retorica, ricordare le confidenze, i momenti importanti, le discussioni, anche il più semplice dei sorrisi. Queste difficoltà naturalmente le incontreremo anche nel ricordare e raccontare agli altri, agli studenti di oggi, chi era Serena Ricci.

Serena, ha ricevuto la migliore descrizione dal marito Roberto che la definì INSEGNANTE, Serena Ricci Insegnante; proprio con questo spirito la maggior parte dei suoi studenti e colleghi la ricordano, proprio per questo ricordo gli hanno voluto dedicare la Biblioteca del Liceo Marconi. Quell’andatura ciondolante accompagnata dalla borsa piena di libri, gli occhi curiosi ed accondiscendenti, le parole pacate ed affascinati la facevano amare.. si, amare dagli studenti. La stima della quale godeva soprattutto tra i ragazzi era dovuta al suo essere non convenzionale, alla sua voglia di “non pretendere” per ricevere, alla sua contagiosa curiosità culturale, al suo voler insegnare dando l’esempio, al suo insegnare le lettere all’uomo ed al cittadino affinché non scivolassero via ma ponessero radici negli animi, dando voce ai sentimenti di libertà, eguaglianza, tolleranza e giustizia sociale. Anche se non a tutti piaceva ed a volte risultava un po’ scomoda, questa “fomentatrice della cultura”ha lasciato il segno, un segno di stima che non potrà, finché vivrà il ricordo, essere cancellato.

Ragazzi che oggi siete “abitanti” della scuola, cittadini che non avete avuto la fortuna di conoscere Serena, non correte distratti, non siate indifferenti, fermatevi un istante a riflettere e troverete che queste righe sembrano dipingere un’insegnante ideale: Serena lo era, lo dicono tutti i suoi ex alunni, lo dicevano già prima che quel male profondamente ingiusto se la portasse via. Partecipate e sarete partecipi del ricordo aspro ma vivo di chi ha insegnato davvero dando l’esempio e trasmettendo la capacità di indignarsi e lottare contro le ingiustizie sociali, contro l’ignoranza e l’indifferenza diffuse trai giovani, contro l’arroganza di chi distrugge l’ambiente di questa città e di questo Paese, sempre insieme a quelli che naturalmente vi hanno preceduto ma che in qualche modo sono legati a voi da destini simili e voglie eguali, oneste, pulite.

Terra tenet corpus, lapis nomen, atque animam aer. [Pierluigi Sanna]


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