EccoLaNotiziaQuotidiana: Anche il Marconi di Colleferro Occupa!

Anche gli studenti del liceo Marconi di Colleferro hanno optato per l’occupazione dell’istituto, in segno di protesta contro il ddl Aprea unendosi così a tante realtà scolastiche sul territorio, dal liceo scientifico Cartesio di Olevano Romano al plesso scolastico di Palestrina di via Pedemontana.
Bisogna chiedersi quale sia il motivo che spinge gli studenti ad arrivare a tanto, eliminando il pregiudizio che non sappiano cosa stanno facendo. I ragazzi sono più informati di quanto si pensi e si sono uniti per dire no al ddl Aprea – che prende il nome dall’ex deputata del Pdl Valentina Aprea, ora assessore all’istruzione in Lombardia – no ai tagli alla scuola pubblica statale. Studenti e docenti ultimamente sono tornati in piazza per dire no al disegno di legge 953 (da poco approdato al Senato) che smantella gli organi collegiali e la democrazia nelle scuole, per favorire gli interessi dei finanziatori privati; no all’aumento dell’orario di lezione per i docenti a 24 ore settimanali; no al prossimo maxi concorso e sì all’ immissione in ruolo per tutti i precari. La normativa in questione lascerebbe via libera ai finanziatori privati che entrerebbero di diritto nella scuola pubblica e nei futuri consigli (art. 10), mentre nell’ottica più logica e comune dovrebbe essere il ‘pubblico’ a finanziare la scuola e l’istruzione, proprio per impedire influenze esterne nella didattica; verrebbero smantellati non solo i consigli di istituto ma anche i collegi dei docenti, istituiti 40 anni fa, e verrebbero depotenziati i ruoli decisionali degli studenti, diminuiti i numeri dei rappresentanti di istituto, e resterebbe senza regolamentazione, seppur previsto, il diritto di assemblea (art. 7); verrebbe inoltre fornito un ruolo centrale al test Invalsi, una prova scritta che ha lo scopo di valutare i livelli di apprendimento degli studenti, non necessario, a detta degli occupanti, in quanto già i docenti possono valutare i propri studenti (art. 8).

Il Dirigente Scolastico del Marconi ha ribadito stamane “L’occupazione è una forma di protesta inaccettabile, anche e soprattutto dal punto di vista giuridico. Più volte, la settimana scorsa, ho manifestato agli alunni la mia disponibilità ad autorizzare altre forme di mobilitazione (assemblee, incontri con esperti, dibattiti ecc.), che però escludessero ogni forma di occupazione, soprattutto nelle ore notturne. Risultato vano ogni tentativo, questa mattina mi sono visto costretto a procedere secondo legge, allertando il Ministero e le forze dell’ordine. Auspico che anche i genitori si adoperino al fine di persuadere i loro figli ad attuare forme di mobilitazione altrettanto (o forse più) efficaci dell’occupazione.” Ma i ragazzi hanno sentito le forze dell’ordine e sono convinti a continuare nella loro protesta. Hanno a disposizione la palestra e durante la notte sono circa in 70, mentre giornalmente il numero si aggira sui 500 studenti che, organizzati al meglio, con tanto di servizio d’ordine, di mattina e durante l’orario scolastico fanno in modo di non perdere tempo ed il migliore della classe, per ogni materia, procede a fare un ripasso o a tenere dei veri e propri corsi. Al di fuori dell’orario scolastico invece hanno organizzato libere attività da tornei di pallavolo, a ripetizioni per le materia più ostiche.

La scuola, in generale ed indipendentemente dal momento storico attuale, deve essere considerata una risorsa, una fucina di giovani in grado di fornire il proprio contributo all’intero paese e tutti devono poter accedere liberamente ad una istruzione. Servono grandi investimenti nell’edilizia scolastica, ed anche un aggiornamento sulla didattica. Gli studenti continuano a non vedere riconosciuto il proprio ruolo nella scuola e scendono in piazza per questo. Forse, bisognerebbe partire da qui.

Pubblichiamo di seguito una lettera indirizzata al Ministro On. Profumo scritta dagli studenti:

“Egregio Ministro Profumo, siamo gli studenti del liceo scientifico “G.Marconi” Colleferro e del liceo classico di Segni che le scrivono. Con questa nostra volevamo informarla che la scuola da Lunedì 26 Novembre 2012 è stata occupata. Forse lei penserà che come sempre dietro l’occupazione ci siano sigle politiche o manipolazioni di adulti; in realtà ci sono dei giovani studenti che un domani vorrebbero diventare dei bravi cittadini responsabili, capaci di realizzare i loro sogni in un mondo che voi adulti avete sporcato e infangato togliendoci ogni speranza di una società più equa e più giusta. Noi siamo qui oggi per urlare a gran voce i nostri diritti, da studenti, ma prima di tutto da cittadini! Per noi la scelta di approvare il decreto numero 953 (ddl APREA) è ingiusta, perché la scuola è un bene di tutti e in quanto tale deve appartenere allo Stato e non essere venduta ad enti esterni, perché l’istruzione non è un’azienda. La scuola è un luogo dove i ragazzi dovrebbero crescere sia culturalmente sia socialmente, in modo del tutto indipendente. Se per voi invece sembra un passo verso il futuro, si guardi prima indietro, quando più di quarant’anni fa le scuole non erano pubbliche e il solco tra i due ceti sociali era enorme. Ritornare alla scuola di un tempo non farebbe che peggiorare le cose perché all’interno della scuola ci sono troppi interessi, che tentano di frantumare il diritto allo studio e dello studente. Operare dei controlli sulla professionalità degli insegnanti, sul personale ata e sullo buon svolgimento delle lezioni è necessario (siamo il terzultimo paese nelle statistiche europee sulla scuola), ma non attraverso enti esterni, bensì dello Stato.

Chiediamo ai politici, che pensano di avere la verità “in tasca” con i loro continui servizi televisivi che sono diventate quasi una “soap opera”, di guardare per una volta il futuro con occhi diversi: i nostri, quelli di giovani speranze che hanno molte energie e sogni da investire. La crisi economica non la dobbiamo pagare di certo noi con l’istruzione, bensì chi a più di noi, e voi, classe politica, tutta, indistintamente, avete molto da offrire!

I nostri genitori, per arrivare a fine mese senza farci mancare niente, si spaccano la schiena, sono lontani per ore, mesi, alcuni anni da casa, fanno sacrifici, ma nonostante tutto continuano a pagare le tasse, confidando in voi e incitandoci a studiare per farci avere un futuro migliore. Non deludeteli, non deludeteci ancora una volta. Delle vostre piccole o grandi rinunce, fatte insieme a quelle che noi facciamo tutti i giorni, potrebbero cambiare il futuro: salvarlo!

Caro Ministro, confido che questo nostro messaggio lo legga lei personalmente e che non sia gettato nel cestino insieme a tante altre “cartacce”, perché con questa nostra utilizziamo il diritto alla parola che deve essere ascoltato!

P.S. Ci venga a trovare a Colleferro (RM) in via “delle scienze applicate” per cercare la sua risposta negli occhi di ognuno di noi che sono illuminati di speranza e determinazione!”

Francesca De Carolis

You may also like...