Esclusiva: Sequestrato a Colleferro il caffè della Peppina! Scoperti gli ingredienti segreti: Veleni bolliti con l’acqua del fiume Sacco!

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Esclusiva

SEQUESTRATO IL CAFFE’ DELLA PEPPINA

 Scoperti gli ingredienti segreti: Una miscela di veleni bolliti con l’acqua del fiume Sacco.

 

-Colleferro 10.06.14-

“Non si beve alla mattina né col latte né col tè ma perché perché perché?”Dopo più di quarant’anni siamo riusciti a trovar risposta a questo dilemma intonato nella famosa canzone del tredicesimo zecchino d’oro ,“ Il caffè della Peppina”.                                                                                                               

Il merito spetta al Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) dell’arma dei carabinieri che dopo una lunga indagine ha messo a segno un maxi sequestro della bevanda preparata artigianalmente nei pressi di Colleferro dalla signora Peppina, accusata ora per fatti di avvelenamento,disastro colposo e sofisticazione alimentare.

Filmati raccapriccianti incriminano l’attempata cuoca criminale durante la preparazione del suo celebre caffè: nei video si vedono grandi caffettiere, acquistate al mercato dell’usato di Morolo nel 1969, contenenti frasche triturate, pezzi di terra ,di fango, i doppioni degli album Panini, rimasugli di Crystalball e il tutto veniva fatto bollire con l’acqua del fiume sacco.

Pesticidi, metalli pesanti e giocattoli tossici degli anni ’90, un cocktail micidiale quello della Peppina, una storia scomoda tenuta segreta per troppo tempo.                                                                                                                         Contributo prezioso per la riuscita dell’indagine è stata la collaborazione dell’allora piccola cantante dello zecchino d’oro, non a caso, cittadina di Colleferro.

“La mia voleva essere una canzone di denuncia, io sapevo cosa combinava quella vecchiaccia ma avevo solo 5 anni e ricevetti pressioni dall’alto e tante minacce.”

La settimana prossima si aprirà il processo penale al tribunale di Velletri e nei prossimi giorni i Pm ascolteranno anche il Mago Zurlì e il coro dell’antoniano del 1971 anche se, dichiarano le autorità competenti, sarà difficile rintracciare tutti i membri visto che molti di loro sono residenti all’estero, poiché evasori del fisco, altri in comunità di recupero e altri ancora sono in esilio volontario in Corea del Nord dove ricoprono cariche importanti nei cori del presidente Kim Jong Un.

Sui social Network s’infiamma la discussione sul “Caso Peppina” e molti personaggi pubblici hanno lasciato un Twitt personale sulla vicenda:

@ TaorMina: “Sono pronto a difendere la signora Peppina perché vittima di un complotto mediatico. E’ una persona onesta come d’altronde paiono oneste e sincere le sue cambiali. #PeppinaLibera!

@ Avv. Di Rezze “La signora Peppina? Dovrebbe esser processata dal tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità!

@ IlSindacoMario: “ Se lo bollite non c’è pericolo, il caffè della Peppina lo uso dopo le cene elettorali, è meglio del bicarbonato, te pulisce le mazze”.

@ErTrulli: “Sta storia ci insegna una cosa: Il caffè è mejo non pijassello, passate direttamente al prosecco”.

@Ndragheta2014: “La signora Peppina è un’ottima imprenditrice! Ottima pubblicità del prodotto con tanto di canzone per bambini e ottimo smaltimento dei rifiuti, persone così sono indispensabili per l’EXPO 2015”.

@PapaFrancisco: “Fratelli i Sorele quello che è accaduto con el cafè della Pepina è segno che el cafè è bevande del demonio e che solo i consacrati infusi de yerba mate possono condurre alla vita eterna e ad una sacra diuresi.

@Cerroni: Ah Regà, io a sta botta non c’entro ‘ncazzo!

Gli ingredienti del Caffè della Peppina non sono più un mistero, un’altra pagina della storia italiana viene a galla dopo anni di insabbiamenti e depistaggi ma ora sono tante le domande: cosa ha spinto la Peppina ha creare questo disastro ecologico? Una pensione troppo bassa? La noia? L’infrenabile desiderio di finire su “La Vita in Diretta” ?

Tanti quesiti che forse otterranno risposta soltanto dopo lo speciale di Carlo Lucarelli e la prossima puntata di Report.

Per ora questa vicenda continua nei palazzi di giustizia, anche se, sembrerebbe procedere tutto molto a rilento, cosa inspiegabile visto che il caso è stato affidato ad uno scaltro, energico e determinato magistrato: Antonio Ingroia.

 

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