Gli scienziati devo smettere di usare ‘parole strane’ se vogliono convincere il pubblico della realtà del cambiamento climatico, ammette la donna responsabile del prossimo importante vertice ONU.

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Il maggior funzionario sul clima dell’ONU ha avvertito il 4 Marzo che la battaglia contro il cambiamento climatico è minata a causa dell’utilizzo di “parole strane” da parte degli scienziati e dello staff delle Nazioni Unite, il che sta alienando il grande pubblico nonché confondendo coloro che devono decidere le linee politiche da seguire.

Mentre i governi di tutto il mondo si preparano per un vertice ONU cruciale a Parigi nel 2015 sul cambiamento climatico, che potrebbe determinare se è possibile evitare le peggiori conseguenze del riscaldamento globale, la donna responsabile dell’evento, Christiana Figueres, ha dichiarato che “la comunicazione è la nostra sfida più importante“.

E’ estremamente difficile per gli scienziati parlare in modo che i leader mondiali possano capirli. Come anche è difficilissimo per i delegati del UNFCCC esprimersi in un linguaggio che chiunque capisca“, spiega Figueres, segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

I governi hanno accettato di sfruttare l’incontro annuale del UNFCCC del 2015 per concordare degli obiettivi legalmente vincolanti sulle emissioni, sufficienti a limitare il riscaldamento a 2C – oltre i quali le conseguenze sarebbero decisamente devastanti. Tuttavia, perfino i sostenitori più ottimisti del procedimento ammettono che il compito che l’ONU si è prefissato è gigantesco. Secondo Figueres la chiave al successo è “umanizzare” il messaggio sull’enorme pericolosità del cambiamento climatico, che richiede azione immediata e drastica.

“La comunicazione è una sfida che affrontiamo tutti. Potrei sedermi qui e ripetere 76 acronimi,completamente incomprensibili a voi e metà forse perfino a me,” aggiungendo tuttavia di essere “rincuorata” dal fatto che diverse anime dell’ONU sul cambiamento climatico e molti elettorali comprendano l’esistenza di un problema di comunicazione da risolvere.

Capisci che un’idea è buona quando gli altri giungono alla stessa conclusione più o meno in contemporanea… Abbiamo compreso che non stiamo comunicando correttamente. Vedo sempre più scienziati fare un enorme sforzo nel tradurre – nel non usare parole strane ma semplici, e soprattutto nell’umanizzarle.

Dobbiamo dare un volto umano al clima. Non è un concetto esoterico di cui si occupano degli scienziati distaccati dal resto del mondo. Per quanto possibile, dobbiamo mostrare l’impatto che il cambiamento climatico ha sui cittadini, sulle comunità, sulle città. Questo ci aiuterebbe a colmare il vuoto di comunicazione, perfino più delle parole,” ha spiegato Figueres.

La sempre maggiore incidenza di fenomeni climatici estremi in tutto il globo potrebbe aiutare inoltre a concordare degli obiettivi vincolanti sulle emissioni a Parigi nel 2015.

Eventi disastrosi come le alluvioni in Gran Bretagna e l’anno da temperature record in Australia hanno infatti aumentato in tutto il mondo la consapevolezza di dover combattere il cambiamento climatico.

Figueres ha lodato il governo britannico per aver dato il buon esempio al resto del mondo stabilendo degli obiettivi ambiziosi e vincolanti per ridurre le proprie emissioni.

Da un articolo di The Indipendent (link)

Traduzione di F. Via

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