I Delitti contro l’ambiente saranno reati penali

 Il disastro ambientale potrà essere punito fino a 15 anni. Previsti sequestri per beni provenienti da traffico rifiuti

Di Antonio Cianciullo  -Repubblica

reati_ambientali_ecomafia I delitti contro l’ambiente, che spesso sono stati sanzionati con una multa, come per il passaggio con il rosso, saranno introdotti come reati nel codice penale. Lo ha deciso oggi la Camera dei Deputati: il testo dovrà passare al Senato ma l’orientamento è ormai netto.

Ecco un rapido elenco delle principali novità. Nasce il nuovo delitto di inquinamento ambientale, punito con una reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da 10.000 a 100.000 euro (pena aggravata se l’inquinamento ricade in un’area naturale protetta o sottoposta a vincoli). Si configura il reato di disastro ambientale derivante da una grave alterazione dell’equilibrio dell’ecosistema o in un rischio per la pubblica incolumità (da 5 a 15 anni). S delinea il reato di traffico o abbandono di materiale ad alta radioattività (da 2 a 6 anni). E’ prevista la confisca dei proventi derivanti dal  traffico di rifiuti.

“Ho due ragioni per essere contento”, ha dichiarato Andrea Orlando. “Come neoministro della Giustizia e come ex ministro dell’Ambiente che aveva indicato questo come uno degli obiettivi fondamentali. Oggi diamo una risposta organica, perché c’è un sistema sanzionatorio che, al di là della gravità delle pene, è congruo. Soprattutto ha una proporzionalità, perché spesso comportamenti per illeciti marginali venivano punti esattamente come illeciti che provocano danni gravissimi per lunghissimo tempo”. “Da venti anni aspettavamo l’inserimento dei delitti contro l’ambiente nel codice penale per poter combattere con strumenti efficaci la criminalità ambientale”, commenta il direttore generale di Legambiente Rossella. “Si tratta di una riforma di civiltà indispensabile per il nostro paese e ulteriori miglioramenti potranno venire dal passaggio al Senato”.

Una partita fondamentale non solo sul piano del diritto ma su quello economico visto che  –  come ricorda il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci  –  questi crimini fruttano alla malavita organizzata circa 16,7 miliardi l’anno.

“L’estensione del reato di inquinamento ambientale per chi compromette la biodiversità agraria è un piccolo ma significativo passo avanti della nostra battaglia a favore di un’agricoltura tradizionale, biologica e di qualità, ma soprattutto priva di qualsiasi contaminazione genetica: il testo poteva essere ancora più stringente da uno specifico riferimento all’immissione in ambiente di organismi geneticamente modificati”, aggiungono i deputati 5 stelle della commissione Agricoltura.

 

 

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