Il NO ambientalista alla riforma costituzionale.

di Leonardo Manzari 

La consultazione referendaria ha  visto la netta vittoria del fronte del no. Siamo molto felici di questa vittoria, non tanto per l’importanza pragmatica di questo no, ma quanto per la forte presa di posizione di una cittadinanza consapevole dell’importanza della nostra costituzione come unica arma contro la deriva centralista che avrebbe preso la nostra democrazia. Forse era solo un sentore oppure una forte consapevolezza, questo non lo potremmo mai sapere, ma l’affluenza è stata oltre ogni aspettativa a conferma che un barlume di resistenza c’è ancora.
La stessa resistenza la dobbiamo tramutare in azioni quotidiane nei nostri territori perché costituiscono l’unica base per un cambiamento delle politiche nazionali. “Pensare globale ed agire locale” non è solo
uno slogan, ma la sfida del futuro, la sfida delle nuove generazioni per ricostruire un tessuto sociale degno di essere chiamato tale.

Non ci sono più bandiere ma esistono scelte giuste da seguire ed inseguire e  Colleferro ne è la più grande conferma.
La nostra lotta più che decennale contro gli inceneritori sa tanto di resistenza di una cittadina contro le scelte sbagliate di un passato che tanto hanno pesato sulla salute di questo territorio.

Con questo no non abbiamo chiuso nessuna partita ma abbiamo bloccato un ulteriore macigno che sarebbe piombato sulle nostre teste, e proprio per questo siamo sempre più sicuri di essere dalla parte giusta, siamo sicuri che non ci fermeremo qui, siamo sicuri di essere pronti a dare ancora battaglia.

Se la Regione Lazio vorrà continuare a tenere in vita questi eco-mostri, noi che qui ci viviamo siamo pronti a resistere. Se le politiche nazionali vogliono imporci un’impiantistica obsoleta, inquinante ed antieconomica, le istituzioni e i gruppi di potere devono sapere che non cederemo di un passo.

Noi siamo i fautori del nostro futuro e non siamo pronti a fare sconti a nessuno.
Gli inceneritori devono chiudere per il benessere e la salute dei cittadini di questa città e come simbolo delle riconversione di una valle martoriata dall’inquinamento. Il nostro NO era anche per questo.

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