Inceneritori: cosa accadrà?

inceneritoreNelle ultime settimane, su giornali locali e nazionali, appaiono articoli che fanno riferimento agli inceneritori di Colleferro e alla società LazioAmbiente.

Si parla di una possibile cessione del ramo aziendale riguardante gli inceneritori che potrebbe aprire la strada verso l’acquisizione degli impianti da parte di altre società come Acea o la Rida Ambiente di Fabio Altissimi.

Per ora sono solo supposizioni alle quali la Regione ha risposto con una nota stampa del 10 settembre 2015:

“La Regione Lazio ha ricevuto una proposta e una manifestazione d’interesse riguardo alla gestione dei termovalorizzatori di Colleferro, di proprietà di Lazio Ambiente, da parte di Acea e di Rida Ambiente. Le proposte nascono dall’intenzione manifestata dalla Regione con il decreto del Presidente nel quale si sottolinea la necessità di superare la gestione diretta industriale, figlia dell’acquisizione della società Gaia in liquidazione. Questo chiaro indirizzo sta alla base del nuovo piano industriale che Lazio Ambiente sta redigendo e concertando con le organizzazioni sindacali. Come noto il ministero dell’Ambiente sta predisponendo il decreto sugli impianti necessari all’autosufficienza nazionale in attuazione delle modifiche legislative che hanno superato gli ambiti prima regionali. A conclusione di tutto ciò la Regione Lazio, avvalendosi dei pareri delle autorità competenti che preventivamente saranno interpellate, individuerà le modalità e le procedure da seguire. Nessuna decisione in merito, dunque, è stata già presa e ogni illazione è quindi fuori luogo”.

Una vicenda che sicuramente evolverà nei prossimi mesi ma che fa comunque preoccupare i movimenti ambientalisti, considerate anche le dichiarazioni dell’Assessore Civita durante un’audizione in Regione sul decreto Sblocca Italia, con diverse associazioni del Lazio, tra cui anche la Rete per la Tutela della Valle del Sacco (RetuVaSa).

Entrando nel merito della Regione Lazio- si legge in un comunicato di Retuvasa redatto dopo l’incontro- è stata quindi ribadita dall’Assessore Civita la necessità di verifiche aggiornate, con la confidenza di poter escludere la costruzione di nuovi inceneritori.

“Per quelli dove ci sono già delle procedure autorizzative in essere, l’Assessore Civita ha escluso la necessità dell’inceneritore di Albano, ha confermato la continuazione di funzionamento, monitoraggio e controllo di quello di San Vittore, ha preannunciato la necessità di riattivazione con “revamping” di quello di Colleferro, e una verifica della necessità dell’inceneritore di Malagrotta per il quale si ipotizza, forse, una linea attiva per 90.000 t/anno.” (http://www.retuvasa.org/comunicato-stampa/regione-lazio-audizione-sullo-sblocca-italia)

Con Revamping, in questi casi, si intende una ristrutturazione e un ammodernamento degli inceneritori in modo tale da evitare i continui blocchi dovuti a problemi tecnici. Di fatto si tratta di dare nuova vita ai due impianti di Colleferro, che continuerebbero, così, a bruciare rifiuti riciclabili per minimo altri 15 anni.

Alla luce di tutto ciò, noi ci teniamo a ribadire ancora una volta che siamo determinati ad opporci con forza a qualsiasi progetto che preveda un perseverare delle politiche di incenerimento nel nostro territorio. Colleferro e il territorio limitrofo ha ben altre intenzioni e avvertiamo la Regione che prima di prendere qualsiasi scelta ed imporla dall’alto, conviene che si confronti con i cittadini e le realtà associative del territorio. Altrimenti saremo decisi a combattere con ogni mezzo qualsiasi decisione imposta, specie se questa comporterà ancora l’incenerimento del riufiuto, anziché il suo riciclo e riuso.

Questo scenario va condannato e scongiurato!

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