L’UGI in strada per informare la popolazione sulle vicenda rifiuti.

15196047_1807258246214933_2162248280796148660_oColleferro – Domenica scorsa l’UGI era a Colleferro Scalo per informare e aggiornare il quartiere sullo stato attuale degli inceneritori e ascoltare i disagi degli abitanti che vivono in prossimità delle ciminiere.
Vent’anni fa ci hanno detto che questo era il progresso – ci racconta la signora Giuseppina ci hanno detto che eravamo delle matte a non volere gli inceneritori. Dopo tanti anni questo è il risultato: gente malata e aria irrespirabile.”
Come associazione ambientalista abbiamo sentito l’esigenza di tornare in strada, di uscire dalle sedi associative e dalle riunioni tra attivisti per avere un confronto diretto con la popolazione.
La consapevolezza e l’informazione sono essenziali per qualsiasi mobilitazione ed opposizione territoriale.
In queste settimana abbiamo affisso un manifesto (http://ugionline.it/2016/11/18/inceneritori-chiuderli-ora/) che riassume i vari procedimenti aperti sugli inceneritori: dal processo penale per traffico illecito dei rifiuti, passando per il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale ( T.A.R.) fino alla conferenza dei servizi in Regione per il rinnovo delle autorizzazioni.
Entro fine anno dovrebbe uscire il piano rifiuti regionale che non dirà nulla di nuovo rispetto alla situazione attuale. La delibera sul fabbisogno impiantistico della regione, datata 22 aprile, aveva già definito lo scenario sulla gestione rifiuti asserendo che:
“Non si prevede in alcun modo la necessità di ulteriore impianto oltre quelli già in esercizio. Sarà invece valutato l’eventuale adeguamento a carico termico degli impianti di Colleferro in sede di revamping dei medesimi. Il confronto tra quantitativi richiesti e disponibili è riportato nelle figure successive. Si ricorda che nel 2017 entrerà in esercizio la terza linea di San Vittore.“
Come già detto in altre occasioni, le due ciminiere sono inserite in un disegno governativo deciso a considerare l’incenerimento come soluzione al problema dei rifiuti. Lo conferma il Decreto Ministeriale di attuazione dello Sblocca Italia pubblicato in Gazzetta ufficiale il 5 ottobre. Decreto che sancisce la costruzione di otto nuovi inceneritori in diverse regioni e il potenziamento degli esistenti.
Combattere contro questo disegno non è cosa facile ma riteniamo sia indispensabile contrapporre a questi scenari, la nostra opposizione perché contiene dentro di sé una denuncia sociale- basata su dati e studi scientifici che attestano l’impatto socio-sanitario degli inceneritori- una forte consapevolezza sull’esistenza di scelte sostenibili da poter attuare in modo corresponsabile e una decisa volontà a non essere considerati un territorio sacrificabile perché le parole della signora Giuseppina dicono molto di più di qualsiasi delibera, decreto o comunicato.
“C’è solo la strada su cui puoi contare la strada è l’unica salvezza. C’è solo la voglia e il bisogno di uscire di esporsi nella strada e nella piazza perché il giudizio universale non passa per le case, le case dove noi ci nascondiamo bisogna ritornare nella strada, nella strada per conoscere chi siamo. “ -G.Gaber-

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