Insieme sul tetto d’America

Il Cinema America a Roma è minacciato dalle ruspe della proprietà, la società Progetto Uno, che vuole distruggere l’edificio per farne un palazzo con venti monolocali di gran lusso e due piani di parcheggi sotterranei. Con le sue pensiline, le insegne, il tetto apribile e la generale combinazione fra arte-architettura, il cinema America occupato ha un alto valore artistico, ma soprattutto propone ogni giorno l’accesso alla cultura a un numero enorme di persone, mettendo a disposizione uno spazio di socialità svincolata dalle logiche di profitto. Lunedì 17 febbraio, ore 18, durante un’assemblea pubblica sarà presentato il progetto di restauro partecipato dell’edificio che prevede una gestione partecipata della programmazione cinematografica, dibattiti, possibilità di fruire dello spazio anche nelle ore diurne trasformandolo da cinema ad aula studio, una biblioteca e un teatro. Il progetto, naturalmente, prevede anche che il noto tetto della sala non sia demolito per tornare finalmente ad aprirsi d’estate

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Il Cinema America a Roma è minacciato dalle ruspe della proprietà, la Progetto Uno s.r.l., che vuole distruggere l’edificio per farne un palazzo con venti monolocali di gran lusso, con due piani di parcheggi sotterranei e una galleria d’arte privata. Una vera speculazione in uno dei quartieri simbolo di Roma, Trastevere.

“Progettato da Angelo Di Castro negli anni ‘50, il Cinema America, oltre a rappresentare una delle poche sale di quartiere ancora attive – si legge in un messaggio diffuso in rete dagli occupanti che resistono al progetto di speculazione -, testimonia la storia e la cultura della nostra città”. Una storia fatta di pensiline, insegne luminoe, tetti apribili, combinazione fra arte-architettura.“Elementi tutti che vengono esibiti e potenziati nella grande sala del Cinema America, ormai quasi un’eccezione…. Ma il Cinema America non è solo un edificio dall’alto valore artistico: per noi rappresenta un vero e proprio spazio di discontinuità urbana. In un rione in cui la gentrificazione e la messa a rendita del territorio conquistano ogni via ed ogni vicolo, l’America, controcorrente,propone l’accesso alla cultura ad un numero enorme di persone e mette a disposizione uno spazio di socialità svincolata dalle logiche di profitto“.

Per questa ragioni lunedì 17 febbraio in un’assemblea presso il cinema (via Natale del Grande 6, ore 18) che si annuncia piuttosto partecipata sarà presentato il progetto della proprietà, attualmente in approvazione agli uffici dell’assessorato all’urbanistica, ma, soprattutto, il progetto di restauro partecipato dell’edificio promosso in questi mesi dagli occupanti. “Per noi il futuro di questo cinema è uno solo: gestione partecipata della programmazione cinematografica, cinema indipendente, presentazioni e dibattiti di film in collaborazione con registi ed attori, possibilità di fruire dello spazio anche nelle ore diurne trasformandolo da cinema ad aula studio, spazio espositivo per mostre, sala convegni pubblica, biblioteca e teatro, uno spazio in divenire che si modifica con le esigenze del territorio”. Il progetto prevede anche che il noto tetto di questa sala cinematografica non sia demolito per tornare ad aprirsi d’estate.

I promotori del progetto stanno anche portando avanti un autofinanziamento popolare: l’8 marzo si concluderà con un’assemblea durante la quale i sottoscrittori decideranno come investire i fondi raccolti nel restauro e nella valorizzazione dell’edificio.

Il progetto di restauro ha visto anche le adesioni di personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’architettura che hanno preso parte a iniziative dell’occupazione del Cinema America: tra gli altri, Paolo Sorrentino, Nanni Moretti, Toni Servillo, Carlo Verdone, Gianfranco Rosi, Rocco Papaleo, Elio Germano, Daniele Luchetti, Elena Cotta, Daniele Vicari, Stefano Benni, Valerio Mastandrea, Claudia Pandolfi, Ninetto Davoli, ma anche Silvano Curcio (docente) e i 120 studenti “ghostbusters” (della facoltà di Architettura della Sapienza) autori di Fantasmi urbani.

Foto: Elio Germano e Daniele Lucchetti a sostegno del Cinema America occupato.

Articolo tratto da Comune.info (link).

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