L’autorità nucleare vuole rafforzare il monitoraggio dopo l’incidente di Fukushima

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Le autorità di sicurezza hanno dichiarato Mercoledì 16 Aprile che è “necessario rafforzare la gestione delle attrezzature” della centrale nucleare Fukushima Daiichi al fine di prevenire delle cattive manipolazioni. L’istanza potrebbe imporre alla compagnia Tepco, incaricata della gestione, l’installazione di telecamere e di altri sistemi di controllo vicino ad attrezzature cruciali, come gli armadi elettrici, dopo la scoperta di una criticità che potrebbe essere la consequenza di un’azione errata e deliberata.

Alla fine della scorsa settimana, quattro pompe che funzionavano per errore hanno diffuso delle notevoli quantità d’acqua altamente radioattiva in diversi edifici della centrale danneggiata in seguito allo tsunami dell’11 Marzo 2011. Queste pompe, che non dovevano essere in servizio, sono state fermate domenica pomeriggio, ma nel frattempo i sottosuoli dei due edifici sono stati inondati. Non si sa nulla al momento su quando, come e da chi siano state attivate.

TEPCO ANNUNCIA UN’INCHIESTA

Tepco ha valutato in 203 metri cubi la quantità di liquido che si è diffusa in questi luoghi di incenerimento situati non lontani dai reattori, che sarebbero dovuti rimanere asciutti. L’acqua in questione contiene alti livelli di cesio radioattivo (137 e 134), stimati in 36 milioni di becquerel per litro. Tepco, che ha assicurato che l’acqua non è uscita dagli edifici, ha promesso di svolgere un’inchiesta per comprendere le ragioni di questo errore.

La gestione dell’acqua contaminata è il maggiore problea al quale deve attualmente far fronte la compagnia che non sa che fare delle centinaia di migliaia di tonnellate accumulate negli edifici e dei serbatoi installati sul sito devastato. Questo problema è ancor più difficile da risolvere se si pensa che uno dei sistemi di trattamento dell’acqua, ALPS, è tutto tranne che affidabile: non la smette di guastarsi.

Da un articolo di Le Monde (link)

Traduzione di F. Via

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