Preoccupante è il quadro conclusivo delineato dallo studio ERAS, progetto di epidemiologia ambientale che ha messo in relazione il ciclo dei rifiuti regionale con lo stato di salute della popolazione costretta a vivere vicino a discariche ed inceneritori.
Un lavoro di ricerca pubblicato a Luglio 2012 dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale in collaborazione L’ARPA Lazio, che dettagliatamente ha analizzato l’impatto sulla salute delle 10 discariche e dei 4 inceneritori della nostra Regione sugli abitanti dei comuni in un raggio di 7 km.
La sezione dello studio dedicata alla Valle del Sacco prende in considerazione l’impatto degli inceneritori sulla popolazione, tenendo conto della concentrazione di PM10 derivante da altre fonti sulla popolazione. Inoltre a causa della complessità dell’area, si legge nello studio, si è considerata l’area contenuta nella circonferenza di 7 km dal sito che comprende i comuni di Artena, Colleferro, Segni e Gavignano.
L’indagine delle patologie associate all’inquinamento prodotto dagli inceneritori dopo la loro entrata in funzione ha evidenziato un aumento di ricoveri del 79% tra gli uomini per malattie polmonari cronico ostruttive e del 78 % tra i bambini esposti per infezioni delle vie respiratorie.
“I risultati indicano un chiaro effetto dell’ esposizione all’ inquinamento atmosferico di fondo con un incremento di ricoveri per disturbi respiratori. Le condizioni di salute respiratoria della popolazione si sono ulteriormente aggravate in seguito all’ attivazione dei termovalorizzatori. E’ quindi opportuna una sorveglianza epidemiologica della popolazione residente in una delle aree a piu elevata criticità ambientale del Lazio.”
Conclusioni allarmanti che fotografano la salute della popolazione, minata e danneggiata dalla sciagurata scelta di installare i due impianti di incenerimento contro il parere dell’ASL e contro la volontà dei cittadini, già esposti a criticità ambientali.
Siamo stanchi di questi tristi primati, di queste percentuali che nella dura realtà prendono forma in calvari ospedalieri o peggio in perdite dei propri cari.
Pretendiamo che tutti i ladri di futuro coinvolti in questi crimini contro la vita paghino amaramente per le conseguenze delle loro azioni e chiediamo la chiusura dei due impianti di incenerimento ricollocando i lavoratori nelle nuove e più redditizie attività del ciclo integrato dei rifiuti (raccolta differenziata porta a porta, isole ecologiche,…); analisi gratuite all’intera popolazione per valutare il reale impatto ambientale dell’inquinamento sulla salute dei cittadini; un rinnovamento sostanziale delle metodologie di raccolta e smaltimento dei rifiuti che puntino sul riciclo e riuso partendo con l’attuazione di una vera raccolta differenziata porta a porta .
Non stiamo chiedendo troppo, pretendiamo il giusto!

Colleferro, lì 31/10/2012

Unione Giovani Indipendenti

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