Presidio No Ombrina, 14 ottobre ore 10:30, Ministero dello Sviluppo Economico, Via Molise 2

l 4 ottobre ad Ancona è nata una campagna Contro la devastazione e il saccheggio del territorio! Una campagna per restituire al mittente l’accusa spesso rivolta a chi difende i propri luoghi dalle distorsioni e devastazioni – quelle sì – operate da un modello di sviluppo le cui direttive sono ben sintetizzate nel decreto c.d. Sblocca Italia: riduzione degli spazi democratici di controllo sulle decisioni che riguardano il territorio, nuova corsa alle fonti fossili proprio nell’anno della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, commissariamenti, privatizzazioni, inceneritori, grandi opere inutili e cemento.

 

Solo un fronte comune può scardinare la retorica del Governo Renzi che ancora propina tutto ciò come sviluppo e, facendo leva su crisi economica e ricatto occupazionale, tenta di imporre ancora sacrifici in termini di ambiente e salute, nonché asservire risorse comuni al profitto di pochi. L’unica crescita che il decreto Sblocca Italia può portare è quella del fatturato delle grandi imprese del petrolio e del cemento, non quella che migliora servizi e qualità della vita incrementando la ricchezza sociale.

 

Il 14 ottobre a Roma, presso la sede del Ministero dello sviluppo economico in via Molise 2, a partire dalle 10:30, il Coordinamento No Ombrina ha organizzato un sit-in chiedendo appoggio da altre regioni per bloccare il progetto Ombrina Mare che porterebbe le trivelle nel mare Adriatico davanti la “Costa dei trabocchi”. Domani, infatti, si terrà la Conferenza dei Servizi che dovrà decidere definitivamente sul progetto. In caso di approvazione, i lavori potrebbero partire immediatamente. La Campagna nazionale Contro la devastazione e il saccheggio dei territori ha scelto questo come suo primo appuntamento per dire che a saccheggiare e devastare i territori sono aziende come la Rockhopper Italia S.p.A., costola italiana del gruppo anglossassone  Rockhopper Exploration Plc. Per avere un’idea delle modalità secondo cui opera la Rockopper, al pari di altre italianissime industrie del petrolio, basti pensare che il governo argentino ha da poco bloccato i lavori e poi sequestrato i beni di 5 ditte, tra cui Rockhopper ed Edison, che avevano iniziato trivellazioni off-shore senza le dovute autorizzazioni.

 

È a queste aziende che vogliono svendere il Mare Ariatico! In Abruzzo, nel comune di San Vito Chietino, la Rockhopper è interessata nella realizzazione del progetto “Ombrina Mare”, contro la volontà dalla popolazione ma anche dalle istituzioni, visti gli effetti devastanti che un’opera del genere causerebbe all’ambiente ed all’economia locale.

 

La Regione Abruzzo ha votato favorevolmente all’indizione del referendum per la reintroduzione del limite delle 12 miglia dalla costa, proposto dal Coordinamento nazionale No Triv e ha approvato una legge regionale per la reintroduzione di tale limite. Adesso si preme per l’istituzione di un Parco regionale che difenda l’ambiente e i cittadini dalle trivelle. A queste iniziative va però accompagnata una mobilitazione attiva sui territori nel contrasto a questa offensiva del più antistorico e vorace capitalismo.

 

É per questo che mercoledì 14 ottobre saremo al Ministero dello Sviluppo Economico, dove si terrà la conferenza dei servizi sul progetto “Ombrina Mare”, insieme al Coordinamento No Ombrina e a tutte le altre realtà aderenti, per dire no al saccheggio delle nostre risorse e alla devastazione dei nostri territori.

 

A Sud

SIT-INCsoa La Strada

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