Regione: stanziati fondi contro l’inquinamento. Sui rifiuti l’aria resta pesante

di Redazione UGI

Il 28 novembre scorso, l’assessore regionale Mauro Buschini e il presidente Zingaretti hanno presentato e deliberato un nuovo piano d’azione con l’obiettivo di contrastare l’inquinamento atmosferico, l’efficienza energetica degli edifici e un potenziamento dei sistemi di monitoraggio atmosferico.

Le note stampa della Regione informano sulla mole dei finanziamenti:

“Un altro passo avanti con il piano da 15 milioni di euro per rendere più pulita l’aria del Lazio, in attuazione del programma di finanziamento approvato dal Governo” 

In particolare gli investimenti prevedono:

  • 3,7mln nell’area metropolitana di Roma, di cui: 3mln a Roma Capitale, 700mila euro per i comuni nell’agglomerato di Roma.
  • 1,3mln per la ricerca e strumenti per ridurre le emissioni con arpa lazio, enti di ricerca, università e organismi scientifici per studi innovativi ai fini dell’aggiornamento del piano di risanamento della qualità dell’aria e delle centraline di monitoraggio.
  • 1mln per 201 comuni in zona appenninica e 68 zona litoranea.
  • 3,5mln nei comuni della Valle del Sacco
  • 500mila per Frosinone, che come sappiamo è uno dei centri urbani italiani con maggiore tasso di inquinamento.
  • 5milioni per l’efficientamento energetico, destinati a incentivi per la rottamazione e la sostituzione di vecchi generatori di calore e per l’installazione di elettrofiltri per ridurre le emissioni. Almeno 1,3mln di queste risorse saranno destinate all’area di Roma.

 Sui rifiuti aria pesante

Interventi ed iniziative necessarie che ovviamente incrementano ricerca e strumenti per trovare soluzioni all’inquinamento atmosferico.

“ulteriore tassello delle politiche di riduzione delle emissioni inquinanti e di azioni volte a rendere più sostenibile la qualità della vita nelle città”-dichiara l’assessore Buschini nell’ultima nota stampa regionale.

La Regione asserisce che con lo stanziamento di 3,5 milioni nella Valle del Sacco si interviene su una situazione “cronica e gravissima di inquinamento”. La Regione Lazio è  consapevole della complessità e criticità ambientale della Valle del Sacco e il piano d’azione sulla qualità dell’aria punta ad un’inversione di sistema.

Inversione che non si ha in materia dei rifiuti dove restano vecchi scenari e soluzioni insostenibili per l’ambiente e per la popolazione.

Nel verbale della prima audizione sul piano Rifiuti,  si legge che “la Regione, nel breve periodo, intende spingere gli enti locali a incrementare la differenziata, ottimizzare gli impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) esistenti e, con l’avvio della terza linea di San Vittore, portare la termovalorizzazione ad aggiungere altre 100 mila tonnellate annue alle 480 mila finora valorizzate”- e in particolare, riguardo gli impianti di Termovalorizzazione di Colleferro si dichiara che “nell’immediato, non è realistico pensare di chiuderlo, mentre nel medio lungo periodo – con l’incremento della raccolta differenziata – si potrà arrivare alla sua dismissione”.

Questo medio-lungo periodo resta vago e preoccupante!

Un “medio lungo periodo” di soli 14 anni , a Colleferro e nei paesi limitrofi, infatti, ha portato a conseguenze sanitarie drammatiche ed ha peggiorato enormemente la qualità di vita degli abitanti del territorio.

La programmazione degli interventi presentanti in Regione per monitorare e migliorare la qualità dell’aria non può escludere gli impianti di gestione dei rifiuti

L’inversione di rotta, deve essere totale, coerente e in grado di rispondere ai danni socio-ambientali causati in questi anni. Danni che rischiano di essere permanenti.

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