Ricorso al Tar contro il rinnovo dell’A.I.A. dell’inceneritore di LazioAmbiente SPA. Le Associazioni intervengono ad adiuvandum.

Ricorso al Tar contro il rinnovo dell’A.I.A. dell’inceneritore di LazioAmbiente SPA.

Le Associazioni intervengono ad adiuvandum.

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Il Comune di Colleferro ha presentato ricorso al tribunale amministrativo del Lazio sulla delibera regionale che prevede l’estensione dell’autorizzazione d’impatto ambientale (A.I.A.) all’inceneritore di proprietà di Lazio Ambiente.

“A motivare tale ricorso – si legge nella nota stampa firmata dall’assessore all’ambiente Giulio Calamita e dal Sindaco Pierluigi Sanna – è stata la procedura utilizzata dalla Regione Lazio che, non convocando la Conferenza dei Servizi, non ha tenuto conto, in nessun modo, del parere del Comune di Colleferro. Siamo fermamente convinti che spetti al Sindaco il compito di vigilare sulla salute dei suoi cittadini e sullo stato della qualità ambientale. A tal proposito l’Amministrazione ha deciso di dare mandato all’Avvocato Vittorina Teofilatto, per presentare il ricorso al Tar del Lazio circa la decisione presa in modo unilaterale.”

Come associazioni e movimenti ambientalisti siamo soddisfatti per l’azione intrapresa dal Comune di Colleferro che pretende di essere inserita nel processo decisionale sull’utilizzo degli inceneritori, sul funzionamento e sul loro impatto ambientale.
Consideriamo questo atto un’iniziativa necessaria alla lotta contro gli inceneritori e sostenendo le ragioni del ricorrente, abbiamo deciso di intervenire ad adiuvandum nel ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio.

Secondo la Regione Lazio, le garanzie fideiussorie dell’impianto di Lazio Ambiente basterebbero per rinnovare l’autorizzazione d’impatto ambientale, senza dunque passare per una Conferenza dei servizi con gli enti locali, le associazioni e i cittadini.
In momento in cui, soprattutto sulle emergenze ambientali legate ai rifiuti, vediamo sparire momenti decisionali fondamentali di democrazia e partecipazione – complice a livello nazionale il decreto Sblocca Italia che, trasformando gli inceneritori in infrastrutture strategiche e d’interesse nazionale, limita il potere delle amministrazioni e delle comunità locali accelerando anche i processi di autorizzazione – vogliamo avere voce in capitolo e contrastare in ogni modo la volontà di tenere in vita una delle fonti primarie di inquinamento della nostra zona.

Il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale per un’impiantistica obsoleta, antieconomica ed inquinante è un’assurdità, soprattutto a fronte degli innumerevoli dati epidemiologici che accusano gli inceneritori di Colleferro dell’aumento di gravi patologie nella popolazione. (si veda studio Eras, www.eraslazio.it).
Senza dimenticare che sulle due ciminiere pende anche un processo penale in corso per traffico illecito dei rifiuti che ha coinvolto più di venti tra dirigenti e tecnici dell’allora consorzio GAIA, oggi Lazio Ambiente SPA.

Sostengono il ricorso al TAR l’Associazione Ambientalista Unione Giovani Indipendenti (UGI), La Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa), il Comitato Residenti Colleferro, il circolo Arci Montefortino ’93, il Comitato No BioMetano Artena e l’associazione ArtenaOnline.

Seguiremo questo procedimento amministrativo come società civile e proseguiremo la nostra opposizione sociale nelle nostre sedi, nelle piazze e nei territori per mettere fine al “business dei rifiuti” e staccare definitivamente la spina agli inceneritori.

Colleferro, 18 dicembre 2015

f.to:
Unione Giovani Indipendenti
Retuvasa

Comitato Residenti Colleferro
Circolo Arci Montefortino ’93
Comitato NoBioMetano Artena
Artenaonline

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