Sblocca Italia: Il Tar rigetta il ricorso per la sospensiva cautelare del decreto attuativo



Golia e le sue Scelte Definitive _
Roma – 22.03.2017

Mercoledì 22 al Tar del Lazio è stata discussa la concessione della sospensiva cautelare del D.P.C.M. (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) del 10/08/2016 scritto per l’ “Individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati” che altro non è che il decreto attuativo del D.L. 133/2014 convertito in Legge 164/2014, conosciuto meglio come il decreto “sbloccaItalia“.

In altre parole, attraverso la sospensione del decreto attuativo si annullerebbe automaticamente la possibilità di mettere in pratica quanto stabilito dallo Sblocca Italia, ovvero potenziare i volumi di rifiuti in ingresso per ognuno degli impianti già esistenti, ammodernandoli dove occorre (come a Colleferro con il Revamping) e costruire dodici nuovi inceneritori in dieci regioni: due in Toscana e Sicilia, uno a testa in Piemonte, Liguria, Veneto, Umbria, Marche, Campania, Abruzzo. Il tutto dovuto ad un fabbisogno generale di rifiuti da smaltire in continua crescita, stando almeno ad una tendenza costruita sulla base dei dati riportati nel decreto impugnato, che fanno riferimento al solo 2014.

Mercoledì 22 marzo, alla fine della seduta, sono state date 24 ore per sperare che il ricorso venisse accolto e il decreto sospeso. Ma il Tar lo ha rigettato motivando che i principi europei sulla gerarchia dei rifiuti non escludono la possibilità di recupero/riciclaggio/riuso e gli inceneritori sono ancora considerati come impianti di recupero.

Il Governo centrale richiama solo i principi maggiormente comodi da rispettare mentre l’Unione Giovani Indipendenti da associazione ambientalista giovanile territoriale, ricorda la strategia delle 5R –Riuso Riduco Riciclo Rispetto Riparo­­­­- sempre valida e opposta alla dinamica crescente individuata da questo DPCR di fabbisogno di smaltimento dei rifiuti. Nessuno di coloro che da anni giace sulle poltrone delle cariche politiche, a partire da quella della Presidenza del Consiglio dei ministri fino ad arrivare a quella del Presidente del Consiglio Regionale,  sembra perseguire la gestione dei rifuti al minor impatto ambientale possibile.

La mancanza di elementi idonei a legittimare la correlazione tra potenziamento e danno ambientale fa ritenere i pericoli soltanto temuti (questo grazie al decreto “Ecoreati” che inserisce il criterio di misurabilità dell’oggettivo danno ambientale al posto del precedente criterio sull’ipotetico pericolo di cagionare un danno) ed esige di rimandare ad un approfondimento tecnico riguardo la problematica relativa alla necessità di V.A.S. – Valutazione Ambientale Strategica.

Sembra che tra gli obiettivi primari non ci sia più quello di ridurre la produzione di rifiuti attraverso metodi alternativi di gestione continuando a favorire l’incenerimento, costringendoci a subire ancora scelte definitive (come la costruzione di nuovi eco-mostri) con un impatto devastante sui nostri territori.

“Questo decreto condanna i territori come il nostro, come  Colleferro e Acerra -ci dice Gianna delle mamme di Venafro – l’inceneritore di Pozzilli – continua Gianna – rientra nello Sblocca Italia quindi è un sito d’interesse nazionale strategico che riceve rifiuti da ogni dove. Per noi l’inceneritore resta un’imposizione dall’alto che continua ad avvelenarci”.

Mercoledì 22 abbiamo svolto il presidio sotto il TAR con l’illusione della sospensiva e quel tempo è bastato per farci tornare a casa con un po’ di speranza. Ormai divisi e ricollocati nei territori ieri dopo sole 24 ore abbiamo appreso con grande delusione l’esito della vicenda.

Questa politica elitaria dei pezzi di carta distrugge ogni forma di vita autonoma non permettendo a tutti l’accesso alle informazioni che decidono sui territori e quando invece accade sono fornite in modo sempre più tecnico, postilloso, cavilloso e discriminante. Non c’è spazio per gli ignoranti all’interno del foro.

Il Governo dello Stato Italiano risponde solo alle esigenze imposte dal mercato globale mascherando il tutto con la gestione dei rifiuti prodotti dal nostro consumismo sfrenato che sta avvelenando da anni il nostro Bel Paese che cominciamo a salutare ormai con un, Ei fu.

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