Scandalo rifiuti nel Lazio, l’ombra della camorra negli affari di Cerroni

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Arriva fino ai rapporti passati con la Camorra uno dei fili di indagine che partono dal Ras delle discariche romane Manlio Cerroni. Se la procura conferma che l’indagine potrebbe prima o poi arrivare ai rapporti con la criminalità organizzata detenuti nell’ambito della gestione delle discariche, almeno in un caso, tutto campano appunto, questo collegamento era già stato ipotizzato.

Nel corso del tempo, infatti, Cerroni avrebbe auto rapporti societari con Francesco La Marca, segnalato dalla Dda di Napoli come vicino al clan di Cutolo e responsabile del disastro ambientale di Pianura.

LA DISCARICA DI PIANURA
Tutto parte dalla discarica di Pianura, rilevata alla fine degli anni ’80 dalla Elektrica Spa. Tra i soci della Elektrica c’era appunto Francesco La Marca, rampollo della famiglia considerata sovrana nell’ambito della gestione della monnezza partenopea, in particolare con la discarica di Pianura, rimasta nelle loro mani fino agli scontri nei giorni bollenti dell’emergenza targata Bertolaso. Quando la società cambia amministratore delegato, al posto di Giuseppe Giordano nomina Francesco Rando, amministratore della maggior parte delle società del gruppo Cerroni.

Il particolare emerge all’intero di un documentario prodotto in Italia, Toxic Europe, il primo ad occuparsi dell’impero di Cerroni nella sua interezza.

LE SCATOLE CINESI
Anche nella richiesta di misura cautelare per Cerroni, il pm Alberto Galanti rintraccia un collegamento tra Cerroni e la famiglia La Marca. Una delle società rilevate da Cerroni per avviare il suo impero è la Slia. E in una delle società che componevano la Slia, come in sistema di scatole cinesi, riappaiono uomini collegati a La Marca. «Il presidente del consiglio d’amministrazione (di una delle società minori che costituiscono la Slia Ndr) è Aurelio Merlo, mentre consigliere è Pietro Giovi (entrambi ricorrenti nelle società facenti capo a Manlio Cerroni). L’amministratore unico è Elvio Biondi (subentrato ad Aurelio Merlo) che figura negli organismi societari di diverse aziende appartenenti al gruppo Colucci, quali la Nuova Spra Ambiente, la S.a.c.e. – Servizi per l’ambiente città di Caserta – e la Società Generale». E, appunto, nella Spra spa come nella Nuova Spra Ambiente Spa figurano diversi componenti della famiglia La Marca.

L’indagine sulla gestione della discarica di Pianura, gestita anche dai La Marca, ha accertato che nella zona «vennero smaltiti illecitamente rifiuti solidi urbani provenienti dalle regioni del Nord Italia e fraudolentemente fatti entrare in Campania». E già negli anni ’90, i La Marca erano stati accusati di aver fatto affare con il clan dei Casalesi, sempre nella gestione delle discariche.

Articolo di Sara Menafra tratto da ilmessaggero.it .

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