Sequestro Rifiuti Chimici – “La Pisana” Prende Le Distanze

La Valle del Sacco sempre più alle prese con l’inquinamento. Oggi al centro dell’attenzione il caso dei liquidi di un laboratorio di analisi cliniche gettati in un fosso e il sequestro di ulteriori 300 litri di rifiuti pericolosi destinati a stessa fine. 
La vicenda dei liquidi gettati in un fosso è stata scoperta, qualche giorno fa, dai finanzieri dellaTenenza della Guardia di Finanza di Colleferro, che hanno sorpreso un socio di un laboratorio di analisi cliniche della cittadina di Colleferro a smaltire i “reflui di laboratorio” prodotti dalle macchine utilizzate per esaminare sangue e urine, riversandoli in un canale di deflusso delle acque alla periferia della cittadina. 
Rifiuti generalmente indicati come materiali pericolosi e quindi soggetti ad una normativa precisa per lo smaltimento da parte di aziende specializzate, con costi elevati per i laboratori. Motivo, questo, che potrebbe aver portato il socio a liberarsi dei liquidi in maniera illegale, assicurandosi così un risparmio di denari. 
I militari delle Fiamme Gialle, non sono hanno colto l’uomo in flagranza, ma hanno poi rinvenuto nel garage del soggetto 15 taniche contenenti circa 300 litri di “reflui di laboratorio”, sicuramente destinate alla stessa sorte, e riscontrato una serie di irregolarità commesse nel tempo nello smaltimento dei rifiuti. L’uomo è stato denunciato e il materiale rinvenuto sequestrato. 
La vicenda, tuttavia, non sembra aver avuto grande attenzione, nonostante la questione rifiuti della Valle del Sacco sia sotto i riflettori dell’intera regione, portando uno dei laboratori di Colleferro, La Pisana srl, a tutela della propria attività, ad intervenire con una comunicazione scritta per prendere le distanze da una simile vicenda. “La Pisana srl, laboratorio di analisi cliniche – si legge nella nota inviata alla nostra redazione – dichiara di aver sempre rispettato le normative vigenti in materia di scarto dei rifiuti, affidandoli a personale qualificato a costi elevati”. 
La Pisana, quindi, sembra non essere coinvolta nel caso, ma resta il fatto che un laboratorio che svolge un servizio sanitario di prima utilità ha violato la normativa in merito allo smaltimento dei rifiuti chimici di laboratorio, con il rischio di un ulteriore contaminazione delle acque della Valle del Sacco e conseguenze per la collettività, senza che la vicenda destasse grandi attenzioni.

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