Sgomberata la Casetta Cantoniera di Colleferro

Qualche settimana fa ci eravamo occupati della Casetta Cantoniera Occupata di Colleferro (leggi). Gli occupanti sono riusciti a metter su uno stabile vivibile e, soprattutto, fruibile, ma ancora una volta, la cecità delle varie amministrazioni ha messo fine, almeno per ora, ad un sogno di riqualificazione di uno stabile facente parte di un territorio in cui le vere occupazioni sono quelle della discarica e dei due inceneritori.

Pazientemente e con il solo impiego delle forze degli occupanti, è stato ripulito tutto e sono stati avviati una serie di lavori per rimettere in sesto il luogo.
L’intento è quello di restituirlo al pubblico per poter organizzare corsi, laboratori, una biblioteca e iniziative di vario genere, il tutto attraverso l’autogestione e l’autorganizzazione di chi lavora e vuole sostenere il progetto.
Gli occupanti denunciano: “Dopo ben otto mesi di impegno è venuta a farci visita la polizia per ben tre volte, intimandoci di andare via anche attraverso minacce di non poco conto”.
Il 7 dicembre 2012 è avvenuto il vero e proprio sgombero del posto; 5 occupanti sono stati denunciati. Mobili, tavoli, libri e tutto ciò che eravamo riusciti a rimediare è stato murato all’interno dell’edificio. Le sedie addirittura, sono state bruciate.
Nonostante il luogo non fosse altro che un covo degradato pieno di siringhe, metadone e rifiuti ingombranti, la struttura è sempre stata ignorata, lasciata a sé, abbandonata. 

Nel comunicato si legge: “Dopo tanti lavori e tanta fatica, siamo costretti a vedere di nuovo murate porte e finestre, e tutto sembra voler tornare al precedente stato di degrado.
Non possiamo che ipotizzare un’operazione poco lecita, in quanto l’ente preposto alla gestione del luogo non ha sporto denuncia per tutti questi otto mesi. Motivi di ordine pubblico non ce ne sono stati, a meno che rivalorizzare un posto abbandonato non sia un crimine così grave. Da un momento all’altro, l’occupazione di questo stabile, deve essere diventato un problema agli occhi di qualcuno.
Questo accanimento è una violenza per tutti coloro che, in questa città, avrebbero voluto veder nascere qualcosa di diverso dalla desolazione, dalla morte sociale, dalla noia e dall’annichilimento della persona.
Vogliamo che tutti sappiano cosa è successo, perché siamo convinti che un lavoro fatto di buon senso e bei progetti non possa finire così per un’imposizione cieca, violenta e irrispettosa.
Vogliamo continuare questo percorso, nonostante le denunce, nonostante la cattiveria di chi non vuole capire che di quel luogo ha bisogno un’intera generazione, se non l’intera popolazione dormiente, indifferente o arresa davanti a questo desolante stato di cose.
Chiediamo il sostegno è la collaborazione di tutti. Non possiamo rassegnarci e lasciarci sopraffare”.

Sgombero che avviene proprio nella settimana in cui Roma è stata “invasa” dalle occupazioni, da via delle Province, al Prenestino, passando per Trastevere, l’Anagnina, Ponte di Nona, Ostiense fino ad arrivare a Torrevecchia. 

Nicola Gesualdo

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