Sottile Riconfermato Da Clini Come Nuovo Supercommissario

ROMA – Dopo la (parziale) sconfessione, la fiducia rinnovata. «Chiederò a Goffredo Sottile di fare il commissario». Corrado Clini, ministro dell’ambiente, ha l’intenzione di confermare il prefetto nel nuovo incarico previsto dal decreto sui rifiuti. I dubbi eranotanti visto che a Capodanno il ministro si era proposto di «riconsiderare» le autorizzazioni che Sottile aveva concesso: proroga della mega discarica di Malagrotta (per 100 giorni vi si potranno ancora conferire rifiuti non trattati e per 180 giorni quelli trattati) e il via libera alla realizzazione di una discarica provvisoria (3 anni) per i soli rifiuti trattati nel contestato sito di Monti dell’Ortaccio.

LE SOLUZIONI DEL GOVERNO

Clini spiega che non si tratta di una sconfessione di Sottile, ma di un approccio diverso contenuto nel decreto, atteso per i prossimi giorni: «Per la prima volta stiamo affrontando il tema in maniera completa. Non si tratta più di individuare un’area per fare una discarica alternativa a Malagrotta, ma della gestione complessiva del ciclo dei rifiuti di Roma».

Il supercommissario istituito dal decreto (anche se Clini rifiuta la definizione: «Sbagliato chiamarlo super, agirà di concerto con il governo e con il ministero) dovrà organizzare tutta la gestione dell’immondizia romana e non soltanto le discariche, anche per ottemperare alle direttive comunitarie ed evitare l’enorme multa di Bruxelles. Il ministro non parla più di portare i rifiuti di Roma nelle altre province del Lazio, ma il progetto è ancora in piedi. In sostanza, Clini vorrebbe sistemare l’immondizia di Roma per circa un anno negli impianti della regione, e poi, dopo aver abbassato la quantità di tal quale (i rifiuti non trattati) trovare un’area a Roma, che a quel punto troverebbe meno ostilità.

Tanto che Clini spiega: «I problemi che oggi sembrano insormontabili, si dimostreranno assolutamente risolvibili». Il ministro, sempre ieri, ha voluto sgombrare il campo su ogni sospetto di ricerca di consenso personale: «Ho deciso di non candidarmi alle elezioni. Non vorrei trovarmi in campagna elettorale a dover lavorare sui rifiuti di Roma dando l’idea di fare campagna elettorale e non di essere al lavoro per risolvere problemi comuni, come se facessi gli interessi di una parte. Non mi sentirei tranquillo».

Dopo giorni di altissime tensioni forse si intravede una prospettiva positiva per gli abitanti della valle Galeria. Molto meno tranquilli i comuni del resto del Lazio che, secondo l’idea di Clini, dovranno ricevere i rifiuti di Roma. La prima cosa fare resta quella di potenziare gli impianti della Capitale (Rocca Cencia, Salaria e Malagrotta), ma la misura non può essere sufficiente. Così il supercommissario studierà le ipotesi di utilizzare a pieno le strutture di Colfelice (c’è anche un impianto di compostaggio in parte inutilizzato) e Casale Bussi di Viterbo.

I NUOVI COMPITI

Tra i nuovi compiti di Sottile, ammesso che accetti la nuova nomina del ministro dell’ambiente, c’è anche quello di sbloccare il termovalorizzatore di Albano. Nel frattempo si può utilizzare quello di San Vittore (Frosinone) o l’inceneritore di Colleferro.

Secondo il candidato governatore Nicola Zingaretti il decreto in arrivo di Clini e la sua decisione di riconsiderare le autorizzazioni per Malagrotta e Monti dell’Ortaccio sanciscono una sorta di commissariamento di Alemanno: «Il ministro ha il coraggio di dire quello che tutti sanno, cioè che fino a quando il ciclo dei rifiuti sarà gestito da questo sindaco il problema sarà irrisolvibile». Gli risponde Francesco Storace, leader della Destra, anch’egli in corsa per diventare presidente della Regione: «Da Zingaretti solo chiacchiere. La provincia doveva indicare il sito per i rifiuti e invece lo ha solo immaginato.

La realtà è che ora vanno chiuse tutte le discariche che inquinano le nostre terre, realizzati impianti non dannosi per la salute e nell’emergenza i rifiuti vanno trasferiti all’estero». Secondo la Cgil invece «occorre fermare qualsiasi decisione relativa al sito – spiega Claudio Di Berardino, segretario generale di Roma e del Lazio – e avviare un piano di emergenza capace di far funzionare al meglio gli impianti esistenti. Differenziare e riciclare la gestione del ciclo dei rifiuti deve diventare una risorsa economica e occupazionale».

Francesco Olivo

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