Storie di una lotta, le voci di Colleferro.

“Storie di una lotta” nasce dall’esigenza di voler custodire le voci di chi è stato disarcionato dalla Storia e dalla narrazione ufficiale.

Abbiamo deciso di raccogliere le memorie di tutte quelle singolarità che per prime hanno contrastato fisicamente la costruzione degli inceneritori di Colleferro.

 

Un patrimonio di memorie e di racconti che ci consente di approfondire e conoscere le vicende che hanno portato Colleferro a diventare una città a servizio del business dei rifiuti.

La nostra ricerca segue un’unica metodologia: la conversazione.

Durante gli incontri con i protagonisti della lotta agli inceneritori, il nostro parere è assente e le domande sono poche perché cerchiamo di non arginare il loro racconto, approdando con attenzione su alcune isole narrative del loro vasto mare di ricordi.

Una condizione necessaria: ascoltare.

Gli articoli ed il materiale video, contenente gli stralci della conversazioni, che man mano pubblicheremo sul nostro giornale e sul sito, costituiranno soltanto dei frammenti di una più grande auto narrazione collettiva che fisseremo su carta nei prossimi mesi, raccogliendola in una pubblicazione.

Le voci delle signore G. e P.

Il primo contributo è quello di due signore di Colleferro Scalo (G. e P.), ideatrici delle prime proteste contro la costruzione degli impianti:

Colleferro Scalo, la Gru e i cittadini di serie C

P: <<C’era una gru ma proprio alta, grossa, alta e questo che manovrava sta gru ci diceva sempre: “Signore, guarda io ve lo dico, finché quella gru sta dritta non ce la fate a fermarli, però, se vedete che quella gru un giorno si abbassa…ce l’avete fatta”>>

[Eh, non si è abbassata?]

P. e G. : <<S’è abbassata, s’è abbassata>>

P: <<poi dopo non si sa come…>>

G: <<Però non si sa come, sono tornati qua e hanno ricominciato…non lo so>>

P: <<Addirittura un ingegnere disse che volevano essere risarciti per quel periodo…e c’avrebbero chiesto un risarcimento. In tre persone stavamo fisse la sopra! Tre persone o quattro. Comunque notte e giorno, sempre alle quattro del mattino, e poi ripeto, ricordo un anno venne pasqua, venne pasquetta, venne natale, sempre là…capodanno, sempre là. Nove mesi, mettevamo da parte i soldi per comprare la legna>>.

G: <<C’hanno mandato i celerini! Davanti a quel cancello quella mattina sono arrivate quattro, cinque camionette. Un ragazzo, sai che m’ha detto: “Io farei aprire la terra e mi ci ficcherei dentro per quanto mi vergogno, pare che le sto…pare che ci sta mia madre qua davanti”>>.

<<Eravamo in quattro […] due persone che sono morte adesso, non ci stanno manco più>>.

P: <<Quelle per il dispiacere sono morte…moglie e marito>>

P: <<A noi non…guardate una cosa è certa, questo lo potete proprio scrivere grosso, non è interessato niente a nessuno, forse non si sono resi conto della gravità della situazione perché Colleferro non stava in condizioni, già stava messa troppo male. Io glielo dicevo pure…ma figli miei, Colleferro già c’ha una tragedia sua non potete aumentarla ancora di più>>.

[ Cosa è successo quando li hanno accessi?]

P: <<Strilli e urla […] Noi pure eravamo come morte.>>

G:<< I pianti, i pianti, i pianti, i pianti…nove mesi, nove mesi>>.

P: <<Però non potevamo fare niente. Un signore […] quando venne giù da là sopra [dal piazzale degli inceneritori n.d.r.], piangeva. Questo c’aveva 81 anni…beh…piangeva…mi disse: “E’ finita, stanno mettendo la rete”. E piangeva.>>

Il marito della signora P. aggiunge: <<che poi il guardiano che stava là ci ha detto: “Ma ce l’avevate fatta, ce l’avevate fatta”>>

P: non si è capito come…danno la colpa a queste poche persone.

Marito:<< C’è gente che s’è venduta!>>.

Marito: <<Ci hanno fatto delle proposte pure a noi…ma io voglio andare a dormire con la coscienza tranquilla…la notte voglio dormire.>>

P: <<Quando riesci, perché la notte dalla parte di là, certe volte, arrivano certe puzze>>.

G: <<Là sopra abbiamo rischiato. A me una volta una betoniera, perché veniva un signore con me che m’ha acchiappato e buttato dentro la scarpata, sennò m’aveva bella che ammazzata…la betoniera!>>

Marito: << C’è ne hanno fatte di tutti i colori, ci hanno trattati come abitanti di serie B, anzi serie C>>.

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