UE: l’ultimo appello dei dodici Stati anti-OGM

mais OGM

Mercoledì 12 Febbraio dodici Stati membri dell’Unione europea hanno indirizzato, alla Commissione europea, un ultimatum sotto forma di lettera aperta, per far sì che questa rinunci ad autorizzare, come afferma di esservi obbligata, la coltivazione di un nuovo organismo geneticamente modificato sul territorio dell’Unione.
La Commissione è ormai la sola a poter decidere dal momento che gli Stati, riuniti Martedì al Consiglio dei ministri, non sono riusciti a raggiungere un accordo per vietare il mais TC1507, della compagnia Pioneer, malgrado ben diciannove Paesi si fossero opposti.
“Speriamo di avere domani (Giovedì 13 Febbraio) una risposta dai nostri servizi legali a questa lettera”, ha commentato Roger Waite, portavoce della Commissione per questo dossier. Ma l’esecutivo di Bruxelles nella mattinata aveva sostenuto di non avere “altra scelta se non autorizzare la coltivazione di questo OGM”.

NON FIRMATO DA TUTTI GLI “ANTI”

“La Commissione è ancora in grado di ritirare la sua proposta”, sostengono in un lettera al Commissario della sanità, Tonio Borg, i dodici irreducibili (Austria, Bulgaria, Cipro, Francia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia e Malta).
Il loro appello tuttavia non viene accolto dalla totalità dei diciannove Paesi che si erano pronunciati contro la coltivazione di questo OGM. Infatti la Repubblica Ceca, il Belgio, la Germania e il Portogallo si sono astenuti, il che equivale a sostenere la posizione dei cinque Paesi favorevoli alla coltivazione, Spagna, Regno Unito, Svezia, Finlandia ed Estonia. “Non capiamo perché una lettera di dodici Paesi debba essere più importante della presa di posizione di diciannove Stati membri”, ha commentato una fonte europea.
Per i dodici firmatari della lettera il rifiuto opposto dai diciannove Stati membri, su ventotto, non potrà essere ignorato “in nessun’altra procedura di decisione”. “Noi siamo convinti che la Commissione non possa ignorare le inquietudini legali, politiche e scientifiche espresse”, insistono.
Secondo una fonte vicina al dossier, l’esecutivo di Bruxelles ha intenzione di provare a temporeggiare prima di rendere effettiva l’autorizzazione del TC1507, che dovrebbe essere rinviata a dopo le elezioni europee di Maggio. Affermando di essersi attenuta alle regole in vigore nell’esame di questo dossier, la Commissione ha ripassato la palla agli Stati sostenendo che potrebbero dotarsi di mezzi legislativi propri per vietare le piante transgeniche sul loro territorio nazionale. Questa proposta della Commissione è stata iscritta all’ordine del giorno della riunione dei ministri per l’ambiente dell’UE che si terrà il 3 Marzo.

Da un articolo di Le Monde (link).

You may also like...