UGI Focus: Cromo esavalente sotto gli inceneritori.

A novembre dell’anno scorso, dopo tre mesi di campionamenti, il Comune di Colleferro riceve i risultati delle analisi riguardanti il terreno e le acque di falda sottostanti gli inceneritori.

Analisi ordinate da Arpa Lazio ai gestori dopo il rilevamento di cromo esavalente nelle falde acquifere, a circa otto metri di profondità.  Al primo controllo effettuato dall’Arpa a metà gennaio del 2016, i valori di cromo esavalente superavano  tre volte il limite di legge.

I tre mesi di campionamenti hanno evidenziato un picco delle concentrazione di cromo esavalente di 89 microgrammi/litro rispetto  al limite di 5.

 

Che cos’è il Cromo esavalente?

Presente spesso negli scarti di lavorazione delle industrie galvaniche, il cromo esavalente è uno dei più pericolosi metalli pesanti.

L’agenzia internazionale di ricerca sul cancro (IARC) ha inserito da tempo il cromo esavalente nella lista delle sostanze cancerogene per l’uomo.

Questa sostanza può modificare il Dna, causando l’insorgenza di tumori soprattutto al polmone e al seno. Per intossicazione cronica può provocare patologie quali dermatiti, bronchite ed epatite.

 

La zona

Sostanzialmente l’area degli inceneritori  si trova sopra  l’ex zona industriale di Colleferro, a pochi metri dai siti soggetti a bonifica:  Arpa 1, Arpa 2 e Cava di Pozzolana.

Tra la popolazione – soprattutto tra i più anziani ­­­ – è viva la convinzione che gli inceneritori abbiano “tombato”  una zona soggetta a sversamenti di scarti industriali. Convinzione che spiegherebbe lo smisurato superamento dei livelli di cromo.

Già nel periodo di costruzione dell’impiantistica, le stesse autorità di controllo presentavano notevoli perplessità in merito alla possibile presenza nel sito di inquinamento industriale ma dalle indagini effettuate prima della costruzione degli inceneritori, tuttavia, non  furono riscontrate anomalie.

Proprio per comprendere  l’origine di tale inquinante  a novembre 2016 è stato deliberato il piano di caratterizzazione dell’area che oltre ad evidenziare la presenza di Cromo ( sia totale che esavalente), sono stati riscontrati inquinanti come Ferro, Arsenico, Manganese, Mercurio ed Antimonio.

Tale situazione è fortemente preoccupante in quanto la presenza di metalli pesanti oltre i limiti di legge in una zona industriale estremamente vicina al centro abitato – e soprattutto ad un scuola elementare – può rappresentare un forte rischio per la salute della popolazione.

Le analisi che continueranno ad essere fatte ogni tre mesi sapranno dirci  in che modo si stanno comportando questi inquinanti ma è chiaro che  una situazione del genere deve essere soggetta ad un adeguato approfondimento.

Servirà di certo un’ulteriore caratterizzazione della zona per capire la provenienza del cromo e occorrerà un piano di bonifica adeguato.

Nonostante ad aprile dell’anno scorso, il Comune di Colleferro abbia affisso dei manifesti per informare la popolazione sulla presenza di cromo esavalente e sulle analisi in corso, tutt’ora la maggior parte della popolazione è all’oscuro di questa allarmante vicenda.

A breve dovrebbe essere convocata la seconda udienza della conferenza dei servizi per il rilascio dell’AIA  ( Autorizzazione Integrata Ambientale) degli inceneritori dove questa vicenda dovrà esser trattata con il giusto peso tecnico e politico.

La responsabilità è come  il cromo: può affondare ma resta.

 

 

 

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